Chirurgia refrattiva Laser (PRK; LASIK; LASEK; SMILE)

La Chirurgia Refrattiva con Laser ad Eccimeri e Laser Femtosecondi:


Nell'occhio normale il tragitto dei raggi luminosi è modificato dalla cornea e dal cristallino, in modo da farli convergere sulla retina. Nell'occhio miope, troppo lungo i raggi luminosi convergono davanti alla retina, mentre in quello ipermetrope, troppo corto convergono dietro la retina. L'occhio astigmatico presenta invece delle anomalie della curvatura corneale.

Tutti questi difetti della vista portano ad una visione sfocata e il paziente per poter avere una immagine distinta e costretto ad utilizzare occhiali da vista o lenti a contatto.

L'alternativa terapeutica a occhiali e lenti a contatto è l'intervento chirurgico a livello corneale con laser ad eccimeri.

La chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri viene scelta dai pazienti per motivi personali al fine di non dovere più dipendere da occhiali o lenti a contatto per avere una visione distinta , o per motivi lavorativi per poter raggiungere requisiti fisici particolari. Può essere proposta a pazienti con forte differenza di refrazione tra i due occhi (anisometropia) o che non tollerano la correzione necessaria. Inoltre è indicata nei soggetti che hanno intolleranza alle lenti a contatto o che devono svolgere attività che non prevedono l'uso di nessun ausilio ottico.

La Cheratectomia Fotorefrattiva con Laser ad Eccimeri è la tecnica più moderna e più usata nel mondo per la correzione della miopia della ipermetropia e degli astigmatismi.

Il laser rimuove una piccola quantità di tessuto dalla superficie anteriore della cornea.

Questo laser è un laser "freddo" in quanto non brucia i tessuti, ma li vaporizza rompendone i legami molecolari (Fotoablazione). Il laser consente un rimodellamento estremamente preciso della superficie della cornea, previa rimozione meccanica di un sottile strato di tessuto chiamato epitelio, il quale rigenera entro 24-48 ore e si conforma alla nuova più piatta superficie modellata dal laser il quale pertanto a tutt'oggi rappresenta il "bisturi" più preciso e delicato , ideale e indispensabile per la microchirurgia oculare.

Infatti il tessuto viene asportato dal laser con una precisione straordinaria , impossibile alla mano umana pari a ¼ di micron (millesimo di millimetro) per ogni colpo di laser emesso e con una riproducibilità non raggiungibile a tutt'oggi da nessun altro mezzo.

Pertanto è possibile eliminare o ridurre i difetti di refrazione quali la miopia, l'ipermetropia e l'astigmatismo.

Varie sono le principali tecniche chirurgiche ma il risultato finale è identico non influenzato dall'utilizzo di una tecnica rispetto all'altra. Sarà il chirurgo a decidere quale utilizzare dopo avere valutato le condizioni del paziente. Tali tecniche sono:

Cheratectomia Fotorefrattiva (PRK):
Asporta (fotoablazione) microscopiche frazioni di tessuto corneale,millesimo di millimetro, in superficie previa rimozione meccanica di un sottile strato di tessuto (epitelio).

Laser Epitelio Keratomileusi (LASEK):
In questa tecnica l'epitelio non viene asportato meccanicamente come nella PRK ma viene sollevato e dopo il trattamento laser in superficie viene riposizionato.

Laser in Situ Keratomileusi (LASIK con Femtosecondi):
Il trattamento laser in questo caso non avviene sulla superficie corneale come per le prime due tecniche descritte ma al suo interno previa la preparazione di una lamella corneale (Flap) preparata da un secondo laser chiamato Femtosecondi. Questo Laser e' dotato di più bassa energia e brevissima durata di impulso ed è in grado di effettuare il trattamento sullo strato più profondo della cornea (stroma) passando senza danno sulle strutture più superficiali della cornea. Quindi il Laser Femtosecondi realizza una precisa separazione degli starti corneali eseguendo una "fotorottura " dei tessuti permettendo al chirurgo di predisporre lo sportello corneale (Flap). Preparato il Flap il paziente viene trattato con il laser ad eccimeri che eliminerà il difetto visivo. Infine il Flap viene riposizionato sulla cornea.

SMILE:
Recentemente , con il Laser Femtosecondi è anche possibile operare in totale sicurezza e con ottimi risultati anche miopie elevate sino a 10 diottrie in pazienti con scarso spessore corneale. Questa nuova tecnica si chiama SMILE e permette grazie alla sua capacità di trattare un piccolo bottone stromale corneale di correggere miopie elevate sino a 10 diottrie in pazienti prima inoperabili. Con questo trattamento l'epitelio corneale non viene rimosso. Il laser realizza la separazione di un sottile strato (lenticolo) di tessuto corneale, situato al di sotto della superficie della cornea, di diametro, forma e spessore adatti a correggere il difetto di rifrazione. Lo stesso laser realizza inoltre una piccola incisione arciforme verticale di circa 3 millimetri attraverso la quale il lenticolo rifratto precedentemente creato viene rimosso. Con tale metodica quindi si opera una correzione al di sotto della superficie corneale (epitelio) che non viene alterata e non si crea un flap corneale vero e proprio. 

La possibilità di correzione dei vari difetti visivi è uguale per le diverse tecniche chirurgiche (Prk, Lasek. Lasik con Femtosecondi, Smile) e non vi sono sostanziali differenze ne di tipo di anestesia che è "topica", cioè con un semplice collirio, ne di durata. Tutte le tecniche portano allo stesso risultato di riduzione o eliminazione del difetto visivo , ma con il Laser Femtosecondi il risultato si ottiene molto più rapidamente e con meno fastidi.

L'intervento è ambulatoriale senza ricovero ed ha una durata di circa 3 minuti per quanto riguarda la disepitelizzazione o il sollevamento del lembo epiteliale o della lamella corneale. Circa 30-40 secondi sono invece necessari per il trattamento laser.

L'intervento è indolore non cruento perché il tutto si svolge sulla superficie esterna dell'occhio e non si entra all'interno del globo oculare come per esempio durante la chirurgia della cataratta. Inoltre il laser Femtosecondi è una tecnica rivoluzionaria perche nella Lasik sostituisce il vecchio sistema di preparazione del Flap (prima eseguito col microcheratomo, sistema ormai diventato obsoleto).

I tempi chirurgici sono i seguenti :

1) Instillazione di alcune gocce di collirio anestetico

2) Posizionamento del paziente su un lettino al di sotto dell'apparecchio laser

3) Applicazione di un piccolo divaricatore palpebrale

4) Disepitelizzazione o sollevamento del lembo epiteliale o della lamella corneale

5) Fissazione da parte del paziente di una piccola mira luminosa

6) Trattamento laser vero e proprio della durata di pochi secondi

7) Medicazione con colliri ed eventuale applicazione di una lente a contatto protettiva

Prima del trattamento è necessario sospendere l'uso delle lenti a contatto con le modalità che verranno comunicate dal chirurgo , ed è fondamentale per la riuscita dell'intervento che il paziente si sottoponga ad una serie di esami strumentali volti alla acquisizione di tutti quei parametri oculari che una volta inseriti nel computer del laser permetteranno al chirurgo di eseguire un intervento specifico ed esclusivo per il paziente.

Nel postoperatorio è essenziale seguire la terapia indicata, la non osservanza di queste norme può alterare significativamente il risultato dell'intervento. Il giorno del trattamento è preferibile presentarsi con un accompagnatore. Per le donne è indispensabile essere ben struccate e non profumate (i vapori dell'alcool del profumo possono interferire con il raggio laser).

La cooperazione del paziente che deve attenersi alle indicazioni del chirurgo sia prima che durante l'intervento è indispensabile per il raggiungimento del risultato ottimale.

Al termine dell'intervento il chirurgo potrà posizionare nell'occhio operato una lente a contatto a scopo protettivo che sarà rimossa dal chirurgo dopo circa 5-7 giorni. Verrà prescritta una terapia a base di colliri e compresse che deve essere eseguita in maniera rigorosa.

Durante le prime 24-48 ore dopo l'intervento può insorgere dolore oculare di intensità variabile ma generalmente si ha solamente sensazione di corpo estraneo tipo granelli di sabbia, o di bruciore con intensa lacrimazione con occhio gonfio e fastidio alla luce (fotofobia).

Dopo le prime 48 ore passati questi fastidi il paziente già vedrà nettamente meglio rispetto alla sua visione senza correzione precedente l'intervento .

Generalmente dopo 7-10 giorni il paziente raggiunge una vista senza correzione molto soddisfacente, entro un mese quella ottimale nei casi normali.

Questi tempi del postoperatorio sono drasticamente ridotti con il Laser Femtosecondi .

Fattori estranei alla mano del chirurgo e alla precisione del laser possono influenzare la guarigione e quindi il risultato per cui non è possibile fare una previsione assoluta circa la correzione ottica raggiungibile che comunque salvo rarissimi casi (statisticamente ininfluenti in rapporto a tutte le casistiche mondiali di quelli perfettamente riusciti) porterà nella maggior parte degli interventi chirurgici alla eliminazione di occhiali e lenti a contatto e nei restanti a una notevole riduzione del loro potere diottrico.

Nei primi sette giorni il paziente dovrà astenersi da qualsiasi manipolazione degli occhi e da attività lavorativa, fisica e sportiva ma potrà uscire di casa e fare con attenzione le normali attività.

Entro 7-10 giorni (dopo che il chirurgo avrà verificato la guarigione) il paziente potrà tornare alla sua normale attività lavorativa e alla vita di tutti i giorni.

Solo dopo un mese dall'intervento si potrà fare attività sportiva compresa sauna e piscina , truccare gli occhi e tingere i capelli.

La negligenza nel seguire la terapia postoperatoria e le scadenze dei controlli specialistici può influenzare il risultato refrattivo finale ed essere causa di complicanze, raramente anche gravi.

È pertanto di importanza basilare seguire alla lettera le prescrizioni del chirurgo che mirano a guidare i processi di guarigione per ottenere il risultato più soddisfacente.

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